Motore di ricerca: dalle ricerche vocali ai video

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Mobilericerche vocalivideo. Questi i tre temi che stanno cambiando le ricerche nel motore di ricerca il web. Ne è convinto Bruce Clay, esperto californiano di seo e social media marketing che abbiamo incontrato a Milano, durante uno dei corsi seo che tiene da anni in tutto il mondo.

Clay, che ha fondato la sua azienda nel 1996, spiega che la seo è una guerra: “L’unica cosa che conta è essere nella prima pagina dei risultati: lì si concentra il 96% dei click. Ma attenzione: il successo nel motore di ricerca non si misura con il ranking, quello è un indicatore. Si misura con il traffico che riesci a fare”.

Per spiegarci cosa intende, l’esperto ricorda uno dei suoi lavori: “Per un cliente riuscimmo ad arrivare alla prima posizione del motore di ricerca con la parola chiave cars. Ma poco dopo ci segnalarono un crollo del traffico anomalo. Erano caduti in seconda posizione, sorpassati dal nuovo cartone animato della Disney, chiamato proprio Cars. Erano solo secondi, ma bastò: la gente cercava sempre automobili, vedeva come primo risultato un cartone e non leggeva neanche la seconda posizione, cambiava ricerca. Bisognava ricominciare tutto da capo”.

Durante le sei ore di corso, Clay ha affrontato diversi temi, qui sotto vi proponiamo alcuni spunti.

La seo e i video
Da qui a due anni prevedo che nella prima pagina dei risultati Google compariranno quasi solo video”, commenta Bruce Clay.

Il motivo è semplice e ha a che fare con i soldi: “Piazzandoti un contenuto di YouTube, invece di un link a un sito qualunque, Google ti obbliga a vedere la pubblicità iniziale. E il motore di ricerca è nel business per fare soldi, non per far fare traffico agli altri”.

Il motore di ricerca, già oggi, è in grado di leggere le trascrizioni dei video caricati su YouTube. Secondo l’esperto il prossimo passo di Google sarà quello di proporti un contenuto di YouTube come risultato, se la frase che stai cercando è presente in quel video. Il consiglio per chi si occupa di seo è chiaro: lavorare su contenuti video e trascrizioni con le giuste parole chiave.

Guerra degli assistenti vocali
A dominare le ricerche online, ovviamente, è Mountain View, con più del 60% del mercato. Negli ultimi sette anni è cresciuto di quattro punti percentuali anche Bing, che resta però saldamente indietro, con appena il 22,8%. “L’unica vera minaccia per il motore di ricerca Google è Amazon. Fra loro due ci sarà una vera guerra a breve”, prevede Bruce Clay.

I motivi sono tanti: in primo luogo l’ecommerce, che si sposta dal motore di ricerca all’interno dell’ecosistema di Jeff Bezos. D’altronde, quanti utenti che hanno bisogno di un oggetto, invece di digitarlo su Google, ormai lo cercano direttamente dentro Amazon?

Ma non solo: “A parte il programma di sponsorizzazione degli annunci, che vede Amazon insediare Google ormai da tempo, la grande battaglia sarà sulle ricerche vocali. Non è un caso che questo Natale il regalo per eccellenza negli Stati Uniti fosse l’assistente vocale”.

Amazon vende Echo, Mountain View propone Google Home, Apple ha HomePod. Tutti fanno più o meno la stessa cosa: ascoltano la voce del padrone e rispondono alle sue richieste, da una ricerca online al controllo di un elettrodomestico connesso.

Gli assistenti e le ricerche vocali portano con loro un cambio radicale dell’ottimizzazione delle ricerche nel motore di ricerca: mentre quando si digita si cerca magari una o due parole, a voce le persone sono ormai abituate a fare domande vere e proprie. “Il 54,4% delle ricerche è formata da quattro o più parole”.

Lo stesso mobile può portare anche a cambiare gli obiettivi di medio termine: dalla tabella qui sopra si evince ad esempio che essere in quarta posizione porta più traffico che essere in terza. “Sembrerebbe un controsenso, ma sul telefono siamo abituati a scorrere verso il basso. E scorrendo verso il basso nel motore di ricerca l’occhio a quanto pare cade più sul quarto risultato che sul terzo“, analizza Clay.

Battere l’orso
Google cambia il suo algoritmo circa cinque volte al giorno. Voi ogni quanto aggiornate il vostro sito?”, chiede Bruce Clay. L’esperto californiano, mentre spiega ai suoi allievi i tecnicismi dell’ottimizzazione per motore di ricerca, racconta storielle per alleviare il carico. “Due amici vanno in campeggio e compare un orso. Entrambi scappano: uno è davanti all’altro. Sapete qual è l’obiettivo del primo? Essere più veloce del secondo. Non è battere l’orso, perché contro l’orso tutti perdono. L’orso è Google e voi siete i campeggiatori: il vostro obiettivo è essere più veloci dei vostri avversari”, conclude il manager americano.

Conosci gli avversari
Lavorando sodo riuscimmo a portare AT&T sopra Apple per la parola chiave iPhone nel motore di ricerca”, ricorda Bruce Clay. “Un risultato straordinario. Eppure non servì a niente, eravamo comunque secondi. Sapete chi c’era in prima posizione? La serie di video Will It Blend. Avevamo vinto contro Apple. Ma come competere contro uno che frulla un telefono?”.

Fonte: Wired.it