Marketing del futuro: sarà per l’uomo o l’Ai?

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Se le differenze tra uomo e macchine verranno meno nei prossimi decenni, cosa cambierà per il mondo del marketing e della comunicazione? La risposta dell’indagine “Merge”

Prevedere il comportamento dei consumatori, anche attraverso i dati, ha cambiato gli scenari e le prospettive del marketing. Assecondare i gusti del pubblico non basta più, bisogna anticiparli. Ma nel prossimo futuro il marketing e la comunicazione continueranno ad occuparsi di persone o dovranno interfacciarsi, anche a livello di proposte e prodotti, con le intelligenze artificiali?

L’impatto dell’artificial intellingence riguarda anche il mondo della comunicazione e del marketing ma in che modo? Una domanda all’apparenza per addetti ai lavori, ma che ci riguarda come consumatori, destinatari delle evoluzioni che investiranno contenuti, strategie e strumenti di questo settore.

I futuri scenari del marketing sono al centro dell’analisi di Merge-Il divario finale tra uomo e tecnologia, un’indagine promossa dalla media agency PHD, e disponibile su Amazon, per capire in che modo la tecnologia impatterà sul mondo del marketing, grazie a dati, case history, interviste agli innovatori e agli accademici.

Il termine merge fa riferimento alla fusione tra uomini e macchine, ipotizzando uno scenario dove le intelligenze artificiali saranno ormai, qualitativamente, al livello di quelle umane, senza una vera distinzione gerarchica. Secondo il report siamo al terzo dei cinque stadi di questa fusione, e, guardando al quarto step, tra il 2020 e il 2035, è prevedibile una maturazione del deep learning delle macchine, che comprenderanno sempre più il contesto in cui viviamo, le abitudini che ci portano a fare cose o acquistarne altre.

Non si limiteranno a svolgere compiti ma ci suggeriranno cose. Nel quinto stadio, invece, tra il 2030 e il 2050, la polarizzazione uomo-macchina verrà meno, per come culturalmente la concepiamo in termini di “noi e loro” e “la tecnologia sarà vista come un lobo addizionale del nostro cervello”. Il concetto di logging sparirà del tutto, inteso come porta di accesso alla dimensione della rete, e sempre più meccanismi saranno pensati per integrare le esperienze di connessione e informazione a un livello più profondo, biologico.

Per il marketing costruire i desideri del consumatore era la prima via al business ma gli approcci sono cambiati in futuro sempre più scelte saranno demandate agli assistenti personali virtuali, che solleveranno il consumatore dall’impiccio. Merge analizza quindi i margini di cambiamento ipotizzando un mondo dove non si dovrà più influenzare il cliente in carne e ossa, ma l’algoritmo.

L’indagine si propone di capire entro quanto tempo sarà possibile vivere un esperienza immersiva nell’ambito dell’adv, cogliendo l’occasione per acquisire informazioni su un prodotto e simultaneamente acquistarlo; se a influenzare il comportamento delle persone sarà il modo in cui i brand gestiranno dati e informazioni sensibili; se i meccanismi di mediazione del messaggio pubblicitario cambieranno e se la comunicazione brain to brain non sarà più uno scenario utopico. Da non sottovalutare anche le possibilità di accedere ad app sempre più personalizzate e basate sul nostro Dna.

L’indagine descrive una cyber-realtà decisamente avanzata a livello di comunicazione e marketing e sarà interessante capire in quanto tempo interesserà un numero considerevole di individui. Poi, subentrerà il grande tema del governo del cambiamento: nemmeno negli anni ’80, afferma il report, si era inteso quanto pervasivi sarebbero diventati i cellulari.

Fonte: Wired.it

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