Apple-Shazam: l’affare

Apple-Shazam tutti i numeri dell’affare LANGA WEB

Apple, il colosso di Cupertino, spenderà circa 400 milioni di dollari per acquisire la app inglese che riconosce la musica ma non fa utili

Apple mette le mani su Shazam. Il colosso di Cupertino ha confermato l’acquisto dell’applicazione inglese per riconoscere canzoni e brani musicali. Il prezzo si aggirerà intorno ai 400 milioni di dollari. È una cifra ben inferiore al miliardo di dollari con cui Shazam era stata valutata l’anno. In nove anni di attività, dal lancio della prima app per smartphone, l’unicorno inglese (ossia una società valutata almeno un miliardo di dollari) ha raggiunto l’anno scorso il miliardo di download. In quell’occasione, alla fine di settembre del 2016, l’azienda ha dichiarato di aver iniziato a generare profitti per i suoi investitori.

Tuttavia la competizione nell’arena della musica digitale si è fatta aspra per Shazam. Tanto che dal riconoscimento delle canzoni l’azienda inglese si è allargata anche a jingle pubblicitari, film, programmi televisioni, immagini e altri contenuti. I ricavi non arrivano tanto dai download, quanto dai servizi alle imprese, come la possibilità di scaricare il brano appena individuato.

A settembre, come scrive the Telegraph, Shazam ha chiuso con ricavi per 40,3 milioni di sterline, che “pongono interrogativi sulla sua valutazione da un miliardo di dollari”. E spiegano perché Apple, nel dichiararsi “eccitata dal fatto che Shazam e la sua talentuosa squadra si uniscano” al gruppo della Mela, come scritto nella nota ufficiale rilasciata a Techcrunch (che ha dato conto dell’accordo), si sia tenuta bassa nell’offerta di acquisto.

Al gruppo della Mela la liquidità non manca, ma Cupertino sta giocando al ribasso nel segmento della musica.

Questa estate ha lanciato un’offerta di abbonamento al servizio Apple Music più conveniente di quella di Spotify e Pandora. Secondo gli analisti, il gioco in attacco potrebbe funzionare: abbassando i prezzi, Apple potrà contare su un aumento della base degli abbonati e tagliare le gambe ai concorrenti.

A luglio Spotify ha raggiunto i 60 milioni di iscritti, raddoppiandoli in poco più di un anno dai 30 milioni di marzo 2016. Tuttavia perde soldi a bocca di barile: 601 milioni di dollari nel 2016, nonostante la crescita esponenziale degli abbonati a pagamento. Per questo il gruppo svedese ha accettato l’offerta di uno scambio di azioni con i cinesi di Tencent, nell’ordine del 10% reciproco, che sostenga il progetto di una quotazione e allarghi il mercato alla sconfinata Cina.

Apple ha la metà degli abbonati di Spotify nel servizio Music, però ha le spalle coperte dal punto di vista finanziario. E ora ha in mano uno dei canali che ingrassa maggiormente la base abbonati di Spotify: Shazam. Perché il rendirizzamento alla app svedese dopo aver riconosciuto una canzone è uno dei sistemi che ha sostenuto la crescita di Spotify. Ora Apple potrà continuare a guadagnare dal successo altrui o porre condizioni per togliere alla concorrenza uno dei punti di contatti con i potenziali abbonati.

Fonte: Wired.it