Il dialogo dei bot di Facebook

Durante un test sull’intelligenza artificiale eseguito da Facebook, due bot hanno cominciato a scambiarsi tra di loro informazioni usando un linguaggio incomprensibile, tanto da indurre gli sviluppatori del social network di Mark Zuckerberg a interrompere subito l’esperimento…

Secondo le intenzioni iniziali degli ingegneri, i due cervelli artificiali dovevano arrivare al massimo a condurre semplici trattative per dividersi oggetti e compiti. Eppure, nello stupore generale, si sono messi a “discutere” con un linguaggio nuovo, sconosciuto ai ricercatori.

Per “zittire” i due bot, agli sviluppatori è bastato staccare la spina. La cosa davvero strana del dialogo creato dai due robot è stata la non casualità del linguaggio utilizzato, nel senso che la discussione stava andando avanti in modo non casuale, come se ci fosse un rapporto di causa-effetto tra le frasi scambiate dai due bot.

L’esperimento ha destato più di un sospetto sulle reali capacità delle macchine di procedere per conto proprio una volta dotate delle basi cognitive. D’altronde, esperti come Stephen Hawking ed Elon Mush sostengono da tempo che un giorno le macchine saranno così potenti da rendersi autonome rispetto agli esseri umani.


Ma che cosa sono esattamente i bot? Si tratta di algoritmi, ovvero di programmi “addestrati” dagli esseri umani per svolgere funzioni meccaniche e ripetitive, pur essendo provvisti di una certa libertà operativa e di linguaggio, fino ad arrivare all’elaborazione di sistemi di comunicazioni diversi per lavorare in modo più efficace.

Nonostante le preoccupazioni legate alle potenzialità dei bot, il ricercatore di Facebook ha spiegato che non bisogna farsi fuorviare dai risultati dell’esperimento.

Sebbene l’idea che le macchine inventino un loro linguaggio possa sembrare allarmante o sorprendente per alcune persone non del campo, è un settore dell’intelligenza artificiale ben solido, che ha alle spalle pubblicazioni e ricerche di anni. Semplicemente – scrive Batra – alcuni bot a cui viene chiesto di svolgere un compito spesso trovano dei modi non intuitivi per raggiungere il risultato. Cambiare i parametri dell’esperimento NON significa ‘fermare l’intelligenza artificiale’ o staccargli la spina, come è stato scritto. Se fosse questo il caso, ogni sviluppatore in questo campo dovrebbe lasciare tutto ogni volta che un lavoro non raggiunge l’obiettivo“, ha concluso il ricercatore di Facebook.


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Team Foolish

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